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LOVE U (W)ALL - vol. 1

Il mio incontro con la Street Art fiorentina e dintorni.
In questo volume descrivo la mia ricerca sulle origini della Street Art e la sua diffusione a Firenze negli anni '80 del XX secolo, per poi documentare con mie fotografie due interventi: l'Ospedale Banti a Vaglia (FI) e la mostra open art R.U.S.Co di via Stalingrado a Bologna.

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Introduzione - di Andrea Moneti

«Da qualche anno seguo con interesse e curiosità l’arte contemporanea e il fenomeno della urban-art,
fin da subito colpito dalla sua varietà e molteplicità, che rende abbastanza difficoltoso anche il solo catalogarla o rinchiuderla in definizioni e categorie precise.
È generalmente difficile poterne parlare con gli artisti che vi si cimentano, a causa dell’aura di illegalità che questa pratica incorpora: molti (quasi la totalità) degli interventi sono eseguiti in ambienti non destinati ad installazioni artistiche. Generalmente la bilancia della legittimità pende pericolosamente dalla parte del torto e l’anonimato diventa quindi una necessità.
Ciononostante è anche questo aspetto che rende la street-art e il graffitismo un’espressione artistica particolarmente eccitante per chi la pratica.
Il risultato, poi, suscita sentimenti con una dicotomia pronunciata: o lo si ama o lo si odia, con sufficienza viene tollerato, ma in ogni caso è certo che gli interventi non passano inosservati.
Credo davvero che documentare questa realtà da punto di vista fotografico sia una necessità ineludibile e necessaria per non perdere traccia delle evoluzioni del paesaggio urbano, dato il carattere temporaneo e transitorio delle realizzazioni che si susseguono sovrapponendosi.
Nonostante abbia riflettuto a lungo sul tipo di progetto da realizzare, la mia indecisione verteva sul tipo di trama che mi permettesse di narrare il panorama così variegato che ho incontrato. Talvolta non è mi stato facile neppure avvicinare gli artisti durante le loro performances, e da alcuni ho ricevuto anche critiche per aver pubblicato sul mio sito delle foto di pezzi non terminati.
Non condividere la stessa generazione degli artisti è stato uno dei limiti a queste relazioni. Credo quindi che, in definitiva, il mio rapporto con la street-art fiorentina sia stato più che altro a senso unico, e a volte questo feeling non ricambiato mi ha fatto anche astenere dal seguire alcuni eventi.
Ciò premesso, quello che ho infine pensato di realizzare è una documentazione dell’evoluzione degli ambienti che ho fotografato nel corso di alcuni anni, organizzando un lavoro in più volumi per agire con un certo grado di libertà, in modo da poter mettere in risalto le immagini che mi hanno colpito.
Parafrasando Tommaso Tozzi quello che intendo realizzare è quindi un’opera “a posteriori”.
Spero che questo mio modesto e piccolo contributo, come afferma Tozzi, possa contribuire a “restituire un senso autentico” a opere d'arte secondo me ingiustamente bistrattate.
Andrea Moneti - Gennaio 2021»

Lunedì, 30 Novembre -0001

 

La fotografia non è solo impressione di immagini su un supporto digitale o su carta. Non è solo tecnica e meccanica. E' per me soprattutto memoria e la capacità di rappresentare le differenze.  Sono le differenze infatti che rendono ogni luogo, persona, oggetto, unico e singolare e la creatività è la capacità di esprimere e rappresentare il valore di queste differenze.

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