Michele Brancati - Jacopo

www.michelebrancati.it

1E’ quasi una necessità per i genitori documentare con delle fotografie la crescita dei propri figli. E probabilmente è una esigenza più maschile che femminile, perché la mamma è imprescindibilmente coinvolta da una relazione più intima e concentrata dall’impegnativo compito di madre.

Al neo-papà rimane in genere un ruolo importante ma in secondo piano, il compito di fornire il supporto materiale e affettivo per il nuovo equilibrio familiare sviluppando con il tempo una relazione con il nuovo nato.
E’ in questa zona che si sviluppa il progetto di Michele Brancati, sul suo rapporto con Jacopo fin da prima della sua nascita.

Sono tanti i temi che risuonano in queste immagini e che si aggiungono man mano le osserviamo.

Innanzitutto la ricerca del bimbo di un “porto sicuro”, di una figura che sia di protezione e di esempio nell’attività ludica, che forse può apparire senza significato solamente per gli adulti ma che è palestra di vita per il bambino.

E mentre vediamo il piccolo emulare i gesti del padre, che lo segue e viene seguito in una complicità resa più ancor intima dal linguaggio fotografico, il rapporto si sviluppa attraverso la scoperta del mondo e delle sue regole, la ricerca delle prime autonomie e della espressione di sé negli primi disegni, linee e graffiti.

Ogni oggetto agli occhi dei bimbi è vivo, ispirazione di gioco, curiosità e di nuove scoperte fra assimilazione e accomodamento: tale atteggiamento ingenuo e attivo fa rivivere al padre sentimenti sopiti, immedesimandosi nello sguardo e nel linguaggio del figlio.

Una fotografia consapevole deve saper traguardare la tecnica e diventare espressione di un sentimento; il linguaggio fotografico, le convenzioni, le regole, devono passare in secondo piano per favorire emozioni e risonanze.
L’autore ci ha accompagnato in modo sapiente in un territorio intimo ma condiviso, proprio laddove le immagini creano un significato e la fotografia semplicemente “accade”.

"A cosa serve una grande profondità di campo se non c'è un'adeguata profondità di sentimento?" - Eugene Smith

Andrea Moneti - 30 Ottobre 2014 

 

La fotografia non è solo impressione di immagini su un supporto digitale o su carta. Non è solo tecnica e meccanica. E' per me soprattutto memoria e la capacità di rappresentare le differenze.  Sono le differenze infatti che rendono ogni luogo, persona, oggetto, unico e singolare e la creatività è la capacità di esprimere e rappresentare il valore di queste differenze.

Subscribe Us

Inserite la vostra email nella casella sottostante per rimanere in contatto con noi.