Andrea Baglioni - Amari

 

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003“Amari” di Andrea Baglioni è un portfolio che necessita di uno sguardo attento e curioso, perché prende solamente a pretesto la valle dell’isola di Creta, per tras
figurare un luogo reale nella rappresentazione di uno spazio interiore. Più che dare risposte genera domande.

Rifuggendo dal linguaggio narrativo, l’autore innanzitutto sovverte la metafora del viaggio non raccontandoci un territorio, una identità di luogo, non descrivendo situazioni, ma accompagnandoci in una zona fonte di sensazioni e riflessioni, incastonando concetti in forme, assonanze visive e forti contrasti.

Lo “sviluppo” in camera chiara è un aspetto importante in questo lavoro, che fornisce all’autore la preziosissima opportunità di prolungare la durata dello scatto iniziale: tale fase è un momento essenziale per scoprire un nuovo e diverso significato in ogni immagine, che così si rivela progressivamente nella scelta del taglio, nella conversione in b/n, nell’accentuare le luci e nello scurire le ombre.

Facendo scorrere le immagini una dopo l’altra si nota l’attenzione di Andrea Baglioni circa i temi, i tempi e le domande che esplorano il significato della vita.
L’uomo, il suo rapporto con il territorio e la natura che si tras
figura, il ciclo dell’esistenza e il senso di appartenenza a una terra, di come il sole, fonte di vita, circondi e trafigga gli elementi ma riesca in fondo a riscaldare solamente l’involucro dell’uomo, fino a parlarci dell’anelito di religiosità che dà significato alle paure e alla solitudine, rintracciabile nello sguardo rivolto al cielo alla ricerca di un sostegno divino, o nella nuvola bianca che si staglia sopra un cielo nero, anima vagante nel cosmo.

Un ritmo intenso, coerente e interessante, per un dispositivo visivo studiato e ben composto.

Queste immagini ben si possono paragonare a un sogno, che citando Jung “«Dobbiamo maneggiare ... con sfumature, come un lavoro di arte, non logicamente o razionalmente, come uno può dare un giudizio...”, così che possano risuonare liberamente e stimolare una personale interpretazione.

Andrea Moneti - Novembre 2015 

 

La fotografia non è solo impressione di immagini su un supporto digitale o su carta. Non è solo tecnica e meccanica. E' per me soprattutto memoria e la capacità di rappresentare le differenze.  Sono le differenze infatti che rendono ogni luogo, persona, oggetto, unico e singolare e la creatività è la capacità di esprimere e rappresentare il valore di queste differenze.

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